Un immobile pubblico occupato dal 2003, trasferito al Comune, recuperato e ristrutturato con fondi pubblici. Alla fine, le chiavi sono andate in larga parte proprio a chi quello stabile lo occupava da oltre vent’anni, mentre oltre 18.000 famiglie romane regolarmente inserite nelle graduatorie per una casa popolare continuano ad aspettare.
Per Fratelli d’Italia Roma, il caso di via del Porto Fluviale 12 rappresenta il simbolo di una politica sbagliata e di un messaggio devastante per tutti quei cittadini che hanno rispettato le regole, presentato regolarmente la domanda e atteso pazientemente il proprio turno, spesso per oltre un decennio.
“Non contestiamo il recupero di un immobile pubblico. Recuperare edifici abbandonati è giusto e necessario”, afferma Fratelli d’Italia Roma. “Contestiamo il criterio politico che sta dietro questa scelta. Quando un’occupazione del 2003 arriva prima di una domanda presentata regolarmente nel 2012, il Campidoglio non sta risolvendo il problema della casa. Sta certificando che a Roma occupare può essere più conveniente che aspettare il proprio turno”.
Il problema non è soltanto Porto Fluviale. È il modello Gualtieri, già visto anche in altri casi come Spin Time: singole operazioni celebrate con fotografie e inaugurazioni, mentre migliaia di famiglie continuano a rimanere nelle graduatorie senza una prospettiva concreta.
“Le famiglie in graduatoria non possono essere cittadini di serie B», sottolinea Fratelli d’Italia Roma. «Non possono vedere passare davanti a loro persone che hanno costruito il proprio diritto attraverso un’occupazione abusiva. La fragilità sociale va tutelata, sempre. Ma la tutela della fragilità non può trasformarsi nella legittimazione dell’illegalità”.
Roma ha bisogno di una vera politica della casa, capace di recuperare il patrimonio pubblico inutilizzato, aumentare gli alloggi disponibili e accelerare le assegnazioni. Il diritto alla casa deve dipendere da regole chiare, graduatorie trasparenti e criteri uguali per tutti, non dalla capacità di occupare un immobile.
“Il problema di Gualtieri non è aver recuperato Porto Fluviale», conclude Fratelli d’Italia Roma. «Il problema è non avere una visione per tutte le altre famiglie. Perché mentre il Campidoglio consegna le chiavi e si mette in posa per le fotografie, oltre 18.000 nuclei familiari continuano a chiedersi quando arriverà il loro turno”.
E il messaggio che rischia di arrivare ai romani è uno solo: nella Roma di Gualtieri, chi aspetta resta in graduatoria. Chi occupa trova una corsia preferenziale.





























